Role prompting: come far rispondere l'AI da esperto del tuo settore
Due frasi che cambiano la risposta
La versione corta sta in due frasi.
All’inizio del messaggio:
Sei un esperto di [il tuo settore].
Alla fine:
Se hai delle domande, fammele.
In mezzo c’è la tua richiesta, scritta come la scriveresti sempre. Questa tecnica si chiama role prompting, dall’inglese role, ruolo: prima di chiedere qualcosa all’AI, le dici chi deve essere.
Sembra un dettaglio, ma cambia il modo in cui l’AI sceglie parole, esempi e priorità.
Perché funziona
Un modello linguistico, come spieghiamo nella guida su cos’è un modello linguistico, scrive scegliendo le parole più probabili in base a quello che ha davanti.
Se gli fai una domanda secca, ha davanti solo la domanda. La risposta più probabile è quella che andrebbe bene per chiunque: corretta in generale, ma generica, come il primo risultato di un motore di ricerca.
Se prima gli dai un ruolo, ha davanti anche chi sta rispondendo. La risposta più probabile diventa quella di un esperto di quel settore: usa le parole del mestiere, pensa ai problemi tipici, ti segnala quello che un professionista controllerebbe.
Una cosa da sapere subito: il ruolo non aggiunge conoscenze. L’AI non diventa un commercialista perché le scrivi «sei un commercialista». Usa meglio quello che sa già, concentrandosi sulla parte che ti serve.
Come si scrive un buon ruolo
«Sei un esperto di marketing» funziona già. Ma il ruolo rende di più se aggiungi due o tre dettagli.
1. Il mestiere, preciso
Non «esperto di vendite», ma «responsabile commerciale di un’azienda che vende macchinari agricoli». Più il ruolo è preciso, più la risposta è su misura.
2. A chi si rivolge
Un titolare senza competenze tecniche, un cliente arrabbiato, un collega di reparto. Cambiano il tono e il livello di dettaglio.
3. Cosa deve tenere a mente
Il paese, le regole del tuo settore, i limiti. Per esempio: «considera le norme italiane», oppure «se una cosa dipende dal contratto, dimmelo invece di dare per scontata una risposta».
Messo insieme:
Sei un consulente del lavoro che segue piccole imprese artigiane
in Italia. Rispondi a un titolare che non ha competenze legali:
parole semplici, niente sigle senza spiegarle.
Se una risposta dipende dal contratto collettivo, dimmelo.
La frase finale: «Se hai delle domande, fammele»
Di solito l’AI risponde subito, anche quando le mancano informazioni. Quello che non sa lo riempie con ipotesi: a volte giuste, spesso generiche.
Chiudendo con «Se hai delle domande, fammele» le dai il permesso di fermarsi e chiedere. È lo stesso trucco che trovi nella guida su come scrivere un prompt che funziona: l’AI ti chiede il contesto che avevi dimenticato, e la risposta finale parte dalla tua situazione invece che da una media.
Se vuoi una conversazione corta, metti un limite: «Prima di rispondere, fammi al massimo tre domande».
Prima e dopo
Lo stesso compito, scritto in due modi.
Prima:
Un cliente contesta una fattura perché dice che abbiamo
consegnato in ritardo. Come gli rispondo?
Dopo:
Sei un esperto di gestione dei crediti per piccole aziende
italiane, abituato a farsi pagare senza rovinare il rapporto
con il cliente.
Un cliente contesta una fattura perché dice che abbiamo
consegnato in ritardo. Scrivimi la risposta da mandargli
via email.
Se hai delle domande, fammele.
Con la prima versione l’AI tende a darti consigli generali su come gestire una contestazione. Con la seconda, prima di scrivere, potrebbe chiederti per esempio di quanto era il ritardo, se era stato concordato, quanto vale la fattura e se vuoi proporre uno sconto. Poi scrive una risposta che parte dai tuoi fatti.
Ruoli da copiare
Cambia le parti tra parentesi quadre con il tuo caso.
- Amministrazione: «Sei un esperto di contabilità per piccole imprese italiane, abituato a spiegare le cose a chi non è del mestiere.»
- Vendite: «Sei un commerciale esperto nel settore [il tuo settore], che vende a [tipo di clienti].»
- Assistenza clienti: «Sei il responsabile dell’assistenza clienti di un’azienda che vende [prodotto]. Rispondi in modo cordiale e risolvi il problema nel minor numero di passaggi.»
- Personale: «Sei un consulente che aiuta aziende con meno di 50 dipendenti a organizzare il lavoro e i turni.»
- Comunicazione: «Sei un copywriter che scrive per [artigiani, negozi, studi professionali] e usa frasi brevi e concrete.»
Gli errori più comuni
- Ruoli gonfiati. «Sei il miglior avvocato del mondo» non rende l’AI più brava: le dà solo un tono più sicuro. Meglio un ruolo preciso che uno pomposo.
- Il ruolo al posto del contesto. Il ruolo dice chi risponde, non cosa è successo. Servono comunque la situazione, il compito e il formato che vuoi.
- Credere che il ruolo renda le risposte vere. Un «esperto» può sbagliare con ancora più sicurezza. Su leggi, numeri e scadenze controlla sempre: ne parliamo in perché l’AI sbaglia.
- Dare dati riservati perché «tanto è un esperto». Il ruolo non cambia dove finisce quello che scrivi: valgono le regole di cosa non dare mai all’AI.
- Saltare le domande. Se l’AI te le fa e tu rispondi «fai tu», torni al punto di partenza.
Salvalo una volta per tutte
Il role prompting funziona con ChatGPT, Claude, Gemini e qualsiasi altro chatbot. Quasi tutti ti permettono di salvare istruzioni fisse, così il ruolo non va riscritto ogni volta: in ChatGPT ci sono le istruzioni personalizzate e i progetti, in Claude i progetti con le loro istruzioni, in Gemini le Gem.
Il consiglio è uno: un ruolo per ogni lavoro che fai spesso. Uno per le email ai clienti, uno per i preventivi, uno per i testi dei social. Dopo qualche settimana avrai una piccola squadra di esperti, ognuno pronto per il suo compito.
In pratica: cosa fare oggi in 5 minuti
- Prendi una richiesta che fai spesso all'AI e aggiungi in cima «Sei un esperto di…» con il tuo settore. Confronta la risposta con quella di prima.
- Chiudi il prossimo messaggio con «Se hai delle domande, fammele» e rispondi a tutte le domande prima di farti dare il risultato.
- Salva il ruolo che funziona meglio nelle istruzioni fisse del tuo assistente, così non devi riscriverlo ogni volta.
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